“Sono giuste le belle inquadrature del Kenduskeag al tramonto, Kodachrome con tot di sensibilità, tot di diaframma? Se è così allora Derry è giusta, perché di bei quadretti come quello ce ne sono a iosa.”
IT – Stephen King
                La quasi totalità delle fotografie scattate sono fatte per immortalare i momenti belli, quelli che riteniamo giusti, facendo diventare le immagini le fondamenta a supporto della parte positiva della nostra vita. Come se gli istanti piacevoli impressionati per sempre su un supporto, digitale o analogico che sia, possano cancellare ciò che c’è dentro.
Chi conosce IT, il capolavoro di King, sa che Derry si nutre delle persone che la vivono. Le apparenze di una tranquilla quotidianità nascondono ciò che serpeggia di sbagliato: il male, il negativo, il brutto. Una città fatta di “bei quadretti” ma che dietro nasconde tutto il dolore su cui si fonda la comunità.
Il progetto Unmentionable è la mia Derry.
È un progetto sviluppato anni fa ma che è rimasto nel cassetto fino ad oggi, esattamente come le storie che descrivono la città nel romanzo di King. Le fotografie che sono state create, e quelle che verranno, si prendono carico di assorbire la parte negativa che vive dentro di me, per fare in modo che nella loro singolarità siano loro stesse una piccola Derry o parte di essa.
Ho usato spesso la fotografia come mezzo di comunicazione con me stesso e ho concentrato molto del mio percorso artistico nella creazione di fotografie che siano la parte opposta di quello che quotidianamente siamo abituati a pensare di questa arte. Non immortalare i momenti belli e di compiacimento personale, ma immortalare la parte nascosta di un mondo sommerso e a volte reietto. I mostri che vedete in questo progetto sono i miei mostri; sono la rappresentazione visiva di quello che vive dentro di me e che spesso fa capolino per tormentare il mio quotidiano.
L’utilizzo della maschera come mezzo di occultamento del mostro ha la duplice valenza di essere una parte creata da me e una parte creata dalle persone che incontriamo. Vediamo persone, parliamo e interagiamo con loro, ma con quale parte della loro Derry ci stiamo rapportando? Il più delle volte con i “bei quadretti” ma in altre abbiamo la sfortuna di addentrarci nelle loro fogne, quelle dove IT è in agguato ad attenderci. E da quel momento i nostri sogni saranno turbati per sempre.
Ogni creatura di questo progetto rappresenta qualcuno, sia esso una parte di me, sia esso un cittadino di una qualche recondita Derry da me visitata.

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